Attilio Lauricella è nato a Raddusa (CT) nell'agosto del 1953 e risiede a Torino dal 1959.
Ha frequentato il liceo Artistico dell'Accademia Albertina di Torino.
Dal 1972 inizia a partecipare alle mostre della Promotrice delle Belle Arti di Torino e successivamente del Piemonte Artistico Culturale di Torino del quale é Socio Fondatore e Componente del Comitato Direttivo,collabora inoltre con l'Associazione Arte Città Amica.
Ha presentato varie Personali a carattere anche didattico nei Comuni dell'hinterland torinese ed in showroom di architettura a Genova, Firenze, Parma, Roma, Torino ed a Milano. Ha esposto alla Fiat France di Parigi nel 1980 ed in alcuni foyers di alcuni teatri torinesi con Personali al Teatro Nuovo,al Teatro Erba e con una importante partecipazione al Teatro Gobetti nella nota Collettiva “Storie di Quadri” del 1982.
Ha organizzato conferenze con dibattito,mostre Collettive,Personali e Fiere anche per altri artisti. Ha preso parte ad un ciclo di mostre Collettive che ha toccato città come Budapest ed ha partecipato a Fiere d'Arte a Bologna,Gant,Ginevra,Palermo,Udine e Catania.
"Tuffarsi nel vortice energetico e vitale del mondo é l'urlo di passione per il colore di Attilio Lauricella. Una ricerca profonda del reale che muta nella sua pura essenza attraverso la trasformazione e la trasfigurazione dell'oggetto in istanti geometrici che coprono tutta la superficie del supporto in un movimento continuo, dinamico,inalterato, dove tratti e linee più sinuose o curve tendono a colmare il senso e l'andamento dell'intera composizione.
Figure geometriche pure, che vengono ripetute all'infinito, come triangoli, sottendono un cosmo in evoluzione.
Il colore genera strutturalmente il significato della vita rappresentata:il rosso, il verde ed il giallo sono catturati dal segno e dal gesto dell'artista, che scompone che scompone i suoi universi all'insegna dell'unità dell'opera.
L'equilibrio geometrico per il regolare viene rivissuto e respirato nel ciclo rappresentativo senza incertezze, la ripetizione incessante ed assidua trova il suo rapporto dimensionale in un flusso che corre parallelamente al dato emozionale.
Il fruitore é avvolto dall'anima vitalizzante e totalizzante della complessità artistica.
L'informale di Lauricella e'' come uno spazio sgranato all'infrarosso, o quando si osserva un cristallo visto controsole,si scopre la materia nella sua essenza: dalla trasparenza all'arcobaleno,e più si penetra il particolare, più si avvicina a tutte quelle particelle e molecole che compongono l'universo nei propri cicli vitali, anzi energetici, quelli che appartengono al divenire artistico di Attilio.
Emozione, sorpresa e stupore implicano una doppia sospensione momentanea: da una parte quella del firmamento lauricelliano, che ruba attimi al reale, poi filtrato dalla propria vena artistica, e dall'altra dell'osservatore, che si trova attonito in campi di colore e geometria fugacemente orchestrati.
Anche la ricerca dei materiali per le installazioni non tradisce il senso e il carattere creativo dell'artista, che approda sulle rive della luce, rendendo ancora più vitali le proprie composizioni.
Geometria, colore e luce vivono in una costante simbiosi di movimento, che non avrà mai una fine, segnando cosÌ il passaggio da un'opera all'altra nel racconto infinito e di non morte dell'arte di Attilio."
Barbara Rotta
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