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Nudo carboncino su carta |
In panchina carboncino |
Periferia carboncino e biacca su carta |
Sassi carboncino su carta |

Quella di Giovanni Russo è una pittura potente: potenza che si estrinseca soprattutto con il ricorso ad un linguaggio figurativo molto personale, che concede una totale espressività ai soggetti colti in situazioni quotidiane e dominati da una profonda autonomia.
Le sue figure provengono infatti da un universo fatto di autenticità e quotidianità dove l'affondo poetico giunge soprattutto dalla scelta dei tagli e da un attento uso della materia cromatica.
Il risultato è costituito da una modulazione mai sterile, la cui origine è da ricercare in una composizione poetica che lascia sempre aperta una relazione tra il "dentro" e il "fuori", tra il vedere e l'immaginare.
Il lavoro pittorico condotto con grande attenzione dell'artista, lascia intravedere come l'osservazione della realtà possa essere oggetto di trasformazione visiva assumendo così connotazioni anche in forte contraddizione, spesso destinate ad amplificare le valenze simboliche dei singoli soggetti. Poiché anche se i soggetti sono apparentemente "facili" da interpretare, Russo non si ferma certamente alla sola raffigurazione della realtà, ma vi inserisce sempre qualcosa di più profondo, sottile, a tratti criptico. Il pittore invita l'osservatore ad andare oltre il soggetto raffigurato, lasciando intravedere segni, accenni, frammenti e indizi per fare il modo che chi si trova davanti alle sue opere possa intraprendere un viaggio dentro l'opera. In alcuni casi può essere necessario attraversarla trasversalmente, ma alla fine ci si rende conto che la figurazione adagiata sul tessuto pittorico si propone come il tassello di una storia ininterrotta.
Non vi è mai un'eccessiva eccitazione cromatica a stordire l'identità dei personaggi, degli oggetti e degli sfondi, che sono quindi connaturati nella stessa materia. Gli accordi tonali, lasciano intravedere la volontà di trascrivere nel linguaggio pittorico delle emozioni che si orchestrano e ai amplificano in forme solide, autentiche, spontanee.
Russo conosce il valore simbolico della fisionomica e ne utilizza con destrezza le valenze migliori, al fine di costruire un universo umano variegato, ma per molti aspetti segretamente contrassegnato da elementi comuni, da una radice che non può fare a meno di nutrirsi di impulsi antropologici.
Nell'espressività di numerosi soggetti si scorge una rigidità poderosa e schiacciante di forme alle quali la luce accentua le sfumature: prende così vita una figura umana colma di riflessi, che non ne alterano e non ne annebbiano i lineamenti con incertezza di contorni, ma creano echi, generano emozioni, rievocano memorie.
Russo riesce senza dubbio ha creare delle suggestioni che lasciano il segno nell'immaginario del fruitore, coinvolgendolo in una sorta di visione a tratti contesa tra immaginazione e realtà, in cui l'apparenza si miscela all'evocazione simbolica, che è per l'artista l'humus più fertile sul quale elaborare la sua poetica.
Complessivamente, il lavoro di questo bravo pittore merita di essere osservato con attenzione per la sua notevole componente umana: nel suo universo infatti transita un'umanità che si nutre di quotidianità, che scandisce il proprio esistere attraverso gestualità e atteggiamenti che Giovanni Russo sa cogliere con attenzione e quindi trasformare in poesia. Limpidamente…
Massimo Centini