artisti di Arte Citta' Amica
  Roberto Vitali
   
   
Pittore
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Pittore paesaggista e ritrattista classico - Nato a Torino nel 1934
Vive e lavora a Torino in Via Millefonti 23 - 10126 Torino
Tel. (011) 67.55.04 - Cell. 3336313134

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Pittore di tendenza classica contemporanea, paesaggista e ritrattista, prima autodidatta, poi allievo di Anzile dal 1960 al 1962 e di
Scroppo nella scuola di nudo; socio della Promotrice delle Belle Arti di Torino e di altre associazioni artistiche Piemontesi, ha esposto in numerose manifestazioni pittoriche in Piemonte e altre regioni del nord Italia; ha partecipato a numerosi concorsi ottenendo premi e riconoscimenti, tra cui Oscar Accademici e Trofei.

Alla prima Personale a Meana di Susa nel 1979 sono seguite altre personali a Torino Galleria Abaco, al Teatro Nuovo del Palazzo Esposizioni di Torino, al Teatro Colosseo, alla Galleria Camaleonte di Piossasco, a Mathi (TO), ancora a Meana di Susa, a Pianezza (TO) nel 1986, a Villarbasse nel 1985 e 1987, alla Levrotto e Bella a Torino nel 1989, a Collegno (TO) alla Galleria Arte Nuova nel 1991, alla Galleria Mawa nel 1992, al Palazzo Esposizioni di Torino nel 1994 - 1995 - 1996, alla libreria Levrotto e Bella nel 1993, a Casteldelfino nel 1995, alla Galleria Abaco nel 1994, nel 1997 al Palazzo Esposizioni del Lingotto e nuovamente alla Galleria Abaco.
Ancora a Casteldelfino annuali dal 1996 ad oggi, Galleria Arte Città Amica 2008 2010.


Hanno scritto di lui i critici: Adalberto Rossi, Antonio Obero, Adriano Musso, Zerban, Aldo Albani, Aldo Spinarli, Paola Maretta, Carlo Accossato. Nello Fusaro, Maria Luisa Giorgis, Vittorio Bottino, Sergio Innocenti.

RECENSIONI
Recensioni e quotazioni su: Arte Italiana per il Mondo, 3° Volume (1976), Annuario Comanducci N. 9 del 1982, Annuario Comed (1983,1984,1985), Paesaggisti Piemontesi edito dalla Comed (1984), Catalogo Internazionale d'arte contemporanea del 1985 e 1986, Elitè selezione arte italiana del 1985, Catalogo Internazionale d'arte contemporanea 1988-89-90-91, ARTEOGGI e Elitè 1997.

INCANTO E SPONTANEITÀ EMOZIONALE
Sull'onda delle polemiche, vecchie anzichenò, tra figurativo e avanguardismo non ci si può esimere dall'annotare che Roberto Vitali, con la propria sensibilità e sollecitato dai sentimenti, vede giusto nella sua ricerca di valori.
Infatti il suo figurativo, stimolato da una straordinaria carica di vitalismo, gli permette di misurarsi continuamente con se stesso e la realtà.
Una padronanza di mestiere che non è gratuita, definisce nel suo insieme la natura viva e morta ed i fiori in un tempo preciso, libera la sua personalità, interpreta il messaggio poetico con contemplativa serenità.
Così egli si muove con sicurezza nel suo mondo solare dove nulla è lasciato al caso; un mondo di forme e colori che riempie il quadro senza aggredire, che frantumandosi in mille particolari toglie ogni sospetto sulla sua maestria manuale intesa come evocazione ambientale e come fatto compositivo.
Sapiente e responsabile raffinatezza tonale di chi è cosciente di assumersi il peso e il rischio di apparire fuori del tempo ma di riconquistarsi un romanticismo profondamente smaltato.
Non dubitiamo perciò che le sue infinite pennellate, attente a porre ordine in un universo confuso e irrequieto come il presente, collaborano a magnificare Chianale e le nevi in Val Varaita i boschi e il lago, il campo di papaveri e il bimbo tra le angurie, la poesia della campagna e il castello in Val Varaita.
Tutta una realtà non solo descrittiva ma di ricerca e di riaffermazione di quel pulsante equilibrio tra le ragioni dell'immagine e quelle del naturalismo schietto, nel quale i particolari si presentano per quel che sono, senza infingimenti e senza trucchi.
L'oggettiva individuazione di un ambiente diventa allora il pretesto per ben modulati accordi, chiarisce il legame tra i diversi momenti e modi di interpretare la realtà, fa di Roberto Vitali un pittore della tranquilla pensosità, dell'artista che sa di essere genuino, attaccato alla terra di cui respira tutti i profumi e da essa trae linfa per un linguaggio di gioiosa trasparenza.

PROF. ANTONIO OBERTI, critico d'arte