Se 600 vi sembran pochi
di Roberto Curione
Il critico Vittorio Sgarbi ha voluto omaggiare Torino in occasione delle celebrazioni dei 150 anni dell' Unità (in realtà si tratta dei 150 anni del Regno d' Italia) con una mega esposizione di artisti dell' area piemontese. Poi allargata a dismisura.
Un' autentico supermarket dell' arte, con opere di troppi artisti, a scapito della qualità e senza un preciso filo conduttore. In un primo tempo si era parlato di soli 25 artisti, poi s' è voluto rinunciare alla passerella dei "soliti noti".
Esagerando in senso opposto. Per carità, abbiamo ammirato le opere di vari
amici, che hanno trovato uno spazio di richiamo, se non altro per il riferimento alla Biennale di Venezia, però troppo dispersi nel padiglione NERVI ridotto a frigo.
Bissacco Lauricella, Morgillo, Della Savina, Bongini, Letizia, Scalia, Albanese, Mellà ed altri hanno avuto il loro giusto momento di gloria. Speriamo che per loro vi sia un seguito adeguato.
Da Sgarbi mi sarei aspettato qualcosa di meglio, un percorso illustrativo, delle vere scelte, a cominciare dai suoi amati figurativi come G.F. Usellini e Bertolini.
Avevamo assistito alla solita vulcanica conferenza di presentazione ad inizio dicembre al Circolo dei Lettori. Annunciava già allora un work in progress, però lasciare tutto in sospeso fin dopo l'inaugurazione sembra offensivo per gmi li stessi artisti. Torino capitale dell' arte contemporanea ha perso forse un' occasione per dimostrarsi tale. Ma voglio vedere il bicchiere mezzo pieno: molti avevano atteso da una vita il momento di essere accostati alla Biennale.
Roberto Curione

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