Fernanda Sacco
Fernanda
è uno spirito della natura, colmo di una conoscenza antica che
irradia sapere e forza di conoscere da ogni manifestazione del suo incedere
e del suo essere.
E’ una donna dal fascino antico, dai modi ricchi di voglia di
scoprire e di cercare. Mi sono innamorato di molte sue opere (peccato
che il mio amore non ha potuto andare oltre a quelle), ricche di quella
descrizione paesaggistica profonda e ricercata. Come ebbi a dire in
qualche passata recensione: “I paesaggi ad olio su tela come pure
qualche acrilico di Ferdinanda Sacco, sono vere e proprie meraviglie
del colore, miniature in cui il colore innalza il paesaggio a favola.
D’altronde, l’immaginazione e la creatività dell’artista
ispirata da paesaggi reali, eterogenei e fluenti tra spazi e orizzonti,
evidenziano la forte fisicità paesaggistica in cui l’artista
ha preso coscienza ed ha voluto rendere omaggio nell’espressione
delle sue sensazioni.” Come poi ebbe a riflettere Raffaella Spada:
“Fernanda ci racconta le sue emozioni attraverso le sue opere,
nelle quali riesce ad esprimersi con un linguaggio sobrio ed immediato”.
Immediatezza e sobrietà, fisicità
e creatività. Forti e volitive sensazioni che rispettano il carattere
fermo e deciso di Fernanda, ricca di un fascino insostituibile.
L'artista mostra uno spiccato
interesse per tutto ciò che è espressione d'arte, e non
vi è alcun dubbio che la sua ricerca di tecnica e di contenuti
sia in piena evoluzione
Da sempre appassionata di disegno e pittura, diplomata in ragioneria,
approda alla ricerca artistica dopo un percorso formativo non tradizionale.
Autodidatta ha frequentato diversi studi di pittori, è stata
allieva della pittrice Isa Gotta (scomparsa prematuramente) e, successivamente,
della pittrice Raffaella Spada.
Predilige la tecnica ad olio, pur non tralasciando di cimentarsi in
ulteriori tecniche pittoriche, per rappresentare in prevalenza paesaggi
in cui domina l'elemento luce.
* * *
Umberto Viapiano
Umberto
ti prende in simpatia sin dal primo sguardo. Non vi sono barriere, non
vi è riflessione. O sei con lui o non lo sei nel senso che segui
altre vie. Non vi sono molti altri giri di parole da effettuare per
essergli amico. D’altronde non dimentichiamo che è nato
in Toscana... Lo conobbi in maniera efficacemente significativa alcuni
anni or sono, quando presentò in associazione la mostra dei suoi
allievi. Per quell’occasione, ebbi a dire di lui: “Ma che
Via è quella che il maestro Viapiano indica, quale identità
di percorso, quale sperimentazione, (ovverosia conoscenza ed acquisizione
di nuove tecniche scoperte dall’artista stesso, che quindi non
sono scritte da altri ma scoperte nell’occasionalità della
prova e dell’ispirazione) ha indicato a coloro che sono rimasti
interessati e intrigati dal suo operare. Per tentare di rispondere a
questo quesito, è necessario conoscere un minimo del percorso
artistico del maestro. Sin dall’adolescenza dei 16 anni è
rimasto attratto dalla passione della pittura, ed il suo imprinting
primigenio fu dettato dal particolare segno delle figure viste e poi
rivisitate, della famosa rivista Grand Hotel. Il passaggio successivo
fu la passione e la sperimentazione della tecnica e delle forme dei
pittori fiamminghi (per fare un esempio: Brueghel il vecchio) riprese
e rappresentate dal nostro artista, utilizzando la tecnica molto antica
della velatura, ovverosia lo sviluppo di luci e ombre attraverso l’equilibrio
degli strati di colore. Verso la metà del suo cammino artistico,
ecco avvicendarsi un’ulteriore svolta: l’abbandono o almeno
affievolimento dell’attenzione verso la scuola fiamminga, per
accentuare l’attenzione e dedicarsi alla rappresentazione di scorci
paesaggistici, con lo scopo di immortalare ciò che purtroppo
prima o poi, per l’intervento dell’uomo nelle trasformazioni
geologiche dei luoghi, è destinato a scomparire o perlomeno a
trasformarsi in maniera consistente. Questo è a grandi linee
il percorso del nostro artista che, possiamo dire, a settantadue anni
è deciso ad offrire secondo una logica che possa affermare le
proprie esperienze nell’intenzione di acquisirne ancora di nuove,
attraverso lo scambio reciproco di una sperimentazione sull’arte
che possa trovare sempre nuovi sbocchi e nuove fonti d’ispirazione.”
Non credo che ora a distanza di tre anni circa, il mio pensiero possa
andare verso altre direzioni, ma ribadire come pur passando il tempo,
non si affievolisca per nulla come dissi, la sua voglia di cercare nuovi
sbocchi e nuove fonti d’ispirazione..
Nato
a Siena il 5/7/1932.
Inizia a dipingere all'età di 14 anni.
Dopo varie esperienze in vari stili pittorici, non soddisfatto si appassiona
all'Iperrealismo, dove trova completo appagamento.
Dopo aver insegnato pittura ad olio all'Università Popolare di
Torino, passa all'insegnamento privato.
Le preferenze sono rivolte alla Natura incontaminata ove difficilmente
si trovano tracce dell'uomo.
Scogliere, boschi, deserti, fiori, pietre, frutta, mare sono soggetti
ove sovente resta incantato.
Mostre
TE ART Torino - Galleria BLOB di Palau - Hotel Cala Moresca a Arbatax
- Villa Ormond a Sanremo - IL CHIOSCO di Via Po a Torino - Galleria Modigliani
a Milano - Galleria 9 Colonne a Milano - Collettive a Cambiano e La Tesoriera
di Torino.
| |


Opere di Fernanda Sacco
|
|


Opere di Umberto Viapiano
Visita le pagine degli artisti su questo
stesso sito web.
Torna alla home page |