A cura di Danilo Tacchino
2 artisti al mese
“Essere Artisti di Arte Città Amica significa essere uniti nella produzione artistica e nelle emozioni che essa offre, per determinare un messaggio creativo nel segno di una qualità mirata a far conoscere e conoscersi”

Fernanda Sacco

Fernanda è uno spirito della natura, colmo di una conoscenza antica che irradia sapere e forza di conoscere da ogni manifestazione del suo incedere e del suo essere.
E’ una donna dal fascino antico, dai modi ricchi di voglia di scoprire e di cercare. Mi sono innamorato di molte sue opere (peccato che il mio amore non ha potuto andare oltre a quelle), ricche di quella descrizione paesaggistica profonda e ricercata. Come ebbi a dire in qualche passata recensione: “I paesaggi ad olio su tela come pure qualche acrilico di Ferdinanda Sacco, sono vere e proprie meraviglie del colore, miniature in cui il colore innalza il paesaggio a favola. D’altronde, l’immaginazione e la creatività dell’artista ispirata da paesaggi reali, eterogenei e fluenti tra spazi e orizzonti, evidenziano la forte fisicità paesaggistica in cui l’artista ha preso coscienza ed ha voluto rendere omaggio nell’espressione delle sue sensazioni.” Come poi ebbe a riflettere Raffaella Spada: “Fernanda ci racconta le sue emozioni attraverso le sue opere, nelle quali riesce ad esprimersi con un linguaggio sobrio ed immediato”.

Immediatezza e sobrietà, fisicità e creatività. Forti e volitive sensazioni che rispettano il carattere fermo e deciso di Fernanda, ricca di un fascino insostituibile.

L'artista mostra uno spiccato interesse per tutto ciò che è espressione d'arte, e non vi è alcun dubbio che la sua ricerca di tecnica e di contenuti sia in piena evoluzione
Da sempre appassionata di disegno e pittura, diplomata in ragioneria, approda alla ricerca artistica dopo un percorso formativo non tradizionale.
Autodidatta ha frequentato diversi studi di pittori, è stata allieva della pittrice Isa Gotta (scomparsa prematuramente) e, successivamente, della pittrice Raffaella Spada.
Predilige la tecnica ad olio, pur non tralasciando di cimentarsi in ulteriori tecniche pittoriche, per rappresentare in prevalenza paesaggi in cui domina l'elemento luce.

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Umberto Viapiano
Umberto ti prende in simpatia sin dal primo sguardo. Non vi sono barriere, non vi è riflessione. O sei con lui o non lo sei nel senso che segui altre vie. Non vi sono molti altri giri di parole da effettuare per essergli amico. D’altronde non dimentichiamo che è nato in Toscana... Lo conobbi in maniera efficacemente significativa alcuni anni or sono, quando presentò in associazione la mostra dei suoi allievi. Per quell’occasione, ebbi a dire di lui: “Ma che Via è quella che il maestro Viapiano indica, quale identità di percorso, quale sperimentazione, (ovverosia conoscenza ed acquisizione di nuove tecniche scoperte dall’artista stesso, che quindi non sono scritte da altri ma scoperte nell’occasionalità della prova e dell’ispirazione) ha indicato a coloro che sono rimasti interessati e intrigati dal suo operare. Per tentare di rispondere a questo quesito, è necessario conoscere un minimo del percorso artistico del maestro. Sin dall’adolescenza dei 16 anni è rimasto attratto dalla passione della pittura, ed il suo imprinting primigenio fu dettato dal particolare segno delle figure viste e poi rivisitate, della famosa rivista Grand Hotel. Il passaggio successivo fu la passione e la sperimentazione della tecnica e delle forme dei pittori fiamminghi (per fare un esempio: Brueghel il vecchio) riprese e rappresentate dal nostro artista, utilizzando la tecnica molto antica della velatura, ovverosia lo sviluppo di luci e ombre attraverso l’equilibrio degli strati di colore. Verso la metà del suo cammino artistico, ecco avvicendarsi un’ulteriore svolta: l’abbandono o almeno affievolimento dell’attenzione verso la scuola fiamminga, per accentuare l’attenzione e dedicarsi alla rappresentazione di scorci paesaggistici, con lo scopo di immortalare ciò che purtroppo prima o poi, per l’intervento dell’uomo nelle trasformazioni geologiche dei luoghi, è destinato a scomparire o perlomeno a trasformarsi in maniera consistente. Questo è a grandi linee il percorso del nostro artista che, possiamo dire, a settantadue anni è deciso ad offrire secondo una logica che possa affermare le proprie esperienze nell’intenzione di acquisirne ancora di nuove, attraverso lo scambio reciproco di una sperimentazione sull’arte che possa trovare sempre nuovi sbocchi e nuove fonti d’ispirazione.” Non credo che ora a distanza di tre anni circa, il mio pensiero possa andare verso altre direzioni, ma ribadire come pur passando il tempo, non si affievolisca per nulla come dissi, la sua voglia di cercare nuovi sbocchi e nuove fonti d’ispirazione..

Nato a Siena il 5/7/1932.
Inizia a dipingere all'età di 14 anni.
Dopo varie esperienze in vari stili pittorici, non soddisfatto si appassiona all'Iperrealismo, dove trova completo appagamento.
Dopo aver insegnato pittura ad olio all'Università Popolare di Torino, passa all'insegnamento privato.
Le preferenze sono rivolte alla Natura incontaminata ove difficilmente si trovano tracce dell'uomo.
Scogliere, boschi, deserti, fiori, pietre, frutta, mare sono soggetti ove sovente resta incantato.
Mostre
TE ART Torino - Galleria BLOB di Palau - Hotel Cala Moresca a Arbatax - Villa Ormond a Sanremo - IL CHIOSCO di Via Po a Torino - Galleria Modigliani a Milano - Galleria 9 Colonne a Milano - Collettive a Cambiano e La Tesoriera di Torino.



Opere di Fernanda Sacco

 

Opere di Umberto Viapiano

 

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