Tutto
questo è successo veramente domenica 17 giugno, per la rievocazione
storica della rappresentazione della pace tra Cozio ed Augusto, avvenuta
nell’8 a.C. Unica realtà politica del tempo in cui i romani
non conquistarono brutalmente, ma lasciarono un regno libero sebbene a
loro satellite, per la gestione e il controllo dei passi alpini occidentali
importanti per il passaggio di merci ed eserciti da e per le Gallie. Alla
mattina verso mezzogiorno la rievocazione, preceduta dal corteo dei rievocatori,
composti essenzialmente da due associazioni storiche. L’associazione
Gallia cisalpina” che rievoca e rappresenta la cultura romana, nata
inizialmente con lo scopo di ricostruire gli equipaggiamenti dei legionari
romani del primo secolo, e l’associazione OKELUM ( nome preso da
una ipotetica antica città ai piedi dell’ingresso della valle
Susa identificata anche da Giulio Cesare nel” De Bello Gallico”),
che rappresenta la cultura celto - ligure delle tribù della valle
Susa e della pianura di Torino. Le cosiddette tribù al di qua dei
monti: i Segusini, i Belaci, i Segovii ed i mitici Taurini, gli antichi
abitatori della plaga taurinense. Nel pomeriggio , la festa ha continuato,
come d’uso della Roma antica, con i giochi gladiatorii, nella splendida
cornice dell’anfiteatro romano di Susa, meravigliosamente conservato
e ristrutturato. Vari gli scontri, guidati dalla valente presentazione
di un rievocatore della Cisalpina, negli abiti di tribuno o comunque alto
ufficiale romano, però ornato da un cappello di paglia alla contadina,
che in un primo momento avrebbe potuto sconcertare il visitatore, ma che
aveva invece una sua valenza storica precisa, che dopo la spiegazione
ha contribuito ancor di più a rendere più chiari gli usi
ed i costumi della Società romana antica. Nell’ arena sono
scesi i celti, i soldati romani, i gladiatori della scuola gladiatoria
della Cisalpina, e pure le Dervonne, le donne taurine, che hanno contribuito
con un ballo rituale celta. Il tutto seguito dall’occhio attento
dell’imperatore che dal palco per lui adornato col suo seguito,
a fine tenzone alzava il pollice, in questo evento sempre alto, nell’acclamazione
del pubblico. Vi era addirittura un’immagine di rievocatore celta
che molto ricordava l’iconografia offertaci dal fumetti con Asterix
e Idefix, il cagnetto di Obelix. Ovviamente, era il piccolo cane del rievocatore
che lo seguiva incessantemente! L’evento ha potuto avere luogo grazie
all’apporto della Città di Susa con la presenza del suo sindaco,
ed alla fortuna di una bellissima giornata estiva. Un evento che senz’altro
ha dimostrato come può avere un futuro in una continuazione rievocativa
importante per le radici della città e della sua storia. Speriamo
che questo possa avvenire e che la buonissima riuscita dell’evento
di quest’anno possa essere di stimolo per gli organizzatori a ripeterlo
per il prossimo anno, con un’amplificazione di mezzi, associazioni
storiche e pubblicizzazione sempre più ampia e prolungata. |