2012. Tra crisi e incertezze, non si molla la cultura.

editoriale di Danilo Tacchino

 

Lo dice spesso quel volpone di Giampiero Leo, consigliere della regione, che seppure bistrattata e ritenuta la prima voce di taglio in caso di crisi, è comunque l’elemento cardine di tutte le scelte sociali e della crescita di una società. Sicuramente, la colpa sta nel manico, e quindi gli stessi uomini che perseguono la cultura nazionale con abnegazione e costanza sono i colpevoli primari del suo fallimento. Che ci sta a fare un intellettuale se non è in grado di convincere e portare a scelte consapevoli e costruttive un paese come il nostro? E’ vero che come detto Bobbio, un uomo di cultura deve avere più dubbi che certezze per poter creare elementi positivi per un futuro vivo e ricco di crescita, ma questi dubbi sono il sale del confronto, dell’analisi, della ricerca, dell’ispirazione e della creazione, come è vero pure, di nuovo citando Leo ( haimè!... ma glielo devo), che quando si deve manifestare per problemi legati alla Sanità ad esempio, in piazza si trovano 2000 persone, mentre se la manifestazione riguarda i tagli alla cultura di persone se ne trovano 20. Certo, gli stessi operatori culturali hanno anch’essi parzialmente una colpa, giustificata dalla caratteristica stessa dell’elemento culturale che è ispirativo, che ricerca il bello, che lascia da parte le pletore ed i bisogni materiali. Ma purtroppo la realtà nuda e cruda è sempre la stressa, senza soldi non si campa e senza agganci non si va da nessuna parte, al di là della validità artistica e della penetrazione sociale del messaggio culturale.
Ma al di sopra di ogni considerazione preoccupata e colma di una delusione pietosa per un futuro incerto, il popolo della cultura continua a spendersi ed a creare, anzi più soffre economicamente e più crea, e nascono nuovi eventi nuove idee, forse troppe… Ricordatevi che il troppo stroppia e si annulla, ma dire dove inizia il troppo.. diventa impresa improba.
Ultimamente, ha fatto bella mostra di sé, la collettiva di via Vanchiglia 6 alla Gallery Art, sulla commemorazione dei centocinquant’anni della Mole, organizzata dalla Zerbino e seguita artisticamente dal mitico prof. Massara, che ha dimostrato come la conoscenza va a pari passo con un ‘informazione culturale a tutto campo, anche attraverso l’eterogenea raffigurazione di un unico soggetto attraverso tecniche diverse e altrettanti diversificati contenuti di un’unica tematica. Questo vuol dire continuare culturalmente e crescere.
Anche noi di Arte città Amica ce la mettiamo tutta, e quest’anno, sino a questi primi sei mesi, non è stato certo avaro di successi e adesioni, sia come quantità e qualità di mostre sino ad ora effettuate, sia alla novizia attività di ottovolante rivolta verso la poesia e la letteratura in genere che ci porta ad oltre settanta continui sostenitori di questo evento atto alla procreazione poetica nell’egida dell’ispirazione vibrante del verbo. E poi ci sono sempre i nostri fiori all’occhiello, sorgenti fondamentali di ogni futura creazione artistica e letteraria: i nostri Premi. Quello artistico poi, appena concluso, ha ottenuto un’adesione straordinaria ed una quantità di consensi mai raggiunti, nei suoi quattro bienni di vita. Quello letterario, sinora, che si sono chiusi i giochi dell’acquisizione delle opere, si avvia all’arduo compito dell’analisi dei testi da parte della giuria, nella classica vicissitudine di nuovi autori e pure vecchie conoscenze, ed è ineluttabile che ciò avvenga. E’ comunque importante dire, che nulla si è perso nella continuazione assidua degli eventi e dei messaggi tesi a far crescere l’espressione culturale,e la consapevolezza della conoscenza artistica e letteraria della nostra città.