L’Occidente in guerra con i soldi dell’alta finanza

E i poteri economici vogliono sempre il loro tornaconto

di Fabbrizio Legger

 

Dopo gli attacchi dell’11 settembre 2001, il presidente americano Bush jr. è partì lancia in resta nella sua folle guerra “contro il terrorismo”, spalleggiato dagli imperialisti neocon (allora al Governo) e dall’alta finanza americana. Dietro alle aggressioni all’Afghanistan e all’Iraq, c’è stato un ben preciso progetto economico che viene minuziosamente descritto in questo stupendo libro di Simone Falanca, intitolato “Banche Armate alla guerra. L’intrigo politico-finanziario dietro la Guerra Infinita” (pagine 251, Euro 14,00), pubblicato dalle edizioni genovesi Fratelli Frilli Editori.
Il volume analizza con grande acume e precisione tutti i loschi piani di predominio economico e degli “integralismi finanziari trasversali” che stanno dietro alla Guerra Preventiva così tanto voluta da Bush jr., Cheney, Rumsfield, Rice e dalla cricca oligarchica che li spalleggia. Si inizia con l’esaminare i torbidi affari tra la famiglia Bush e il clan Bin Laden, per poi addentrarsi negli intrighi del Carlyle Group e negli affari sporchi di Cheney, nei rapporti ignobili tra il narcotraffico internazionale e le multinazionali petrolifere, sino a giungere al marciume che si annida nel cuore stesso dell’Impero Americano, dove l’alta finanza giudeo-massonica, i Neocon e i potenti emiri del petrolio del Golfo Arabico, giocano le loro sporche partite dentro uno spinoso e immondo intreccio di affari, conflitti, traffici illeciti, transazioni finanziarie, partecipazioni azionarie a industrie legate mani e piedi alla sfera degli armamenti, e altre scelleratezze del genere…
Ne vieni fuori un ritratto assai inquietante del nostro mondo contemporaneo, dell’America di Bush jr., di quella carognata architettata a tavolino che è stata la tragedia dell’11 settembre 2001, dei retroscena che hanno portato all’abbattimento dello scomodo regime di Saddam Hussein e all’occupazione statunitense dell’Iraq con i rilativi massacri e genocidi che ne sono seguiti (la mattanza di Falluja e gli orrori di Abu Ghraib ne sono stati gli esempi più efferati e più vistosi).
Con grande capacità di sintesi e con un profondo acume che lo porta ad indagare con estrema chiarezza nell’ambito degli aspetti economici più torbidi e sconvolgenti della cosiddetta Guerra al Terrorismo lanciata dagli USA contro tutti quei governi e quelle organizzazioni politiche che si oppongono al predominio a stelle e strisce, Falanca ci offre un quadro davvero molto inquietante del mondo post-unidici settembre. Un mondo che vede le oligarchie statunitensi e le fameliche corporazioni e multinazionali delle armi del petrolio lanciate ormai alla guerra totale per il controllo delle risorse energetiche e degli spai geopolitica del pianeta.
Il ritratto che Falanca ci offre di questo mondo aberrante non appartiene certo al filone complottistico o addirittura fantapolitico (che sembra riscuotere molto successo in questi ultimi anni), ma, piuttosto, ad una seria, attenta, precisa e ben documentata analisi di quelli che sono i retroscena politici-finanziari ed economici di ciò che è seguito all’11 settembre 2001. Ci troviamo quindi di fronte ad un libro coraggioso, degno della più grande attenzione, un libro che ci aiuta ad aprire gli occhi e che ci invita a riflettere seriamente sugli orrori del mondo (tendenzialmente unipolare) di oggi. Ottima la illuminata ed eccellente prefazione di William Blum. Lo potete richiedere nelle migliori librerie. Sito internet dell’editore: www.frillieditori.com Sito internet dell’Autore: www.zaratustra.it