Il 21 gennaio del
2007, cinque anni fa, moriva in un ospizio lo scrittore lombardo Teresio
Zaninetti.
Era un intellettuale anti-sistema, che ha consacrato tutta la vita alla
cultura alternativa, conscio di battersi contro un regime di cose che,
poco alla volta, lo avrebbe stritolato.
Zaninetti fu giornalista e poeta, scrittore ed editore. Lavorò
nell’ambiente editoriale meneghino, fu ideatore della rivista
“Logos”, collaborò con fanzine e periodici di tutta
Italia, tra cui con “Emozioni” del poeta imperiese Gianni
Donaudi.
Zaninetti resta per molti di noi la figura di un intellettuale alternativo,
che fece della letteratura un’arma da adoperare contro un Sistema
mafioso e clientelare, che non premia i migliori, ma i raccomandati
e i figli di papà. Zaninetti fu uno scrittore polemico, un giornalista
mordace, ma anche un poeta tenero e appassionato, un libertario sincero,
un anticapitalista convinto.
La sua fine
(era gravemente malato) nella solitudine, nelle ristrettezze, nell’indigenza,
fa di lui un ennesimo martire del Sistema, un chiaro esempio di come
questa nostra “Repubblichina” degli Scandali, lasci morire
nella miseria e nel bisogno, i suoi figli migliori, quelli che hanno
dato tanto, alla Cultura del nostro Belpaese, senza ottenere nulla in
cambio.
Per questo, caro Zaninetti, resterai sempre presente nei nostri cuori!