L'esposizione di
acquarelli presso Arte Città Amica ha demolito un infondato preconcetto
ed ha riconfermato un assioma che di quando in quando occorre ribadire
per asseverare un'incontestabile verità. Il preconcetto è
la convinzione diffusa che l'acquarello sia e debba essere una tecnica
“acquosa”, cioè annacquata, anemica, slavata, tanto
che alcuni “maestri” acquarellisti distinguono due procedimenti
operativi: pittura su secco e pittura su bagnato, che non sono affatto
separati, e che gli esperti quasi sempre integrano per variare gli effetti.
Nulla di più vago e generico: l'arte non può e non deve
avere limiti e restrizioni o regole troppo severe.
La mostra presso ACA ha accolto acquarelli forti,
di vigoroso temperamento, addirittura con effetti espressionistici “notturni”,
che raramente i pittori affrontano, riaffermando che l'acquarello non
ha precetti fissi di tecnica e di creatività e risponde, con
dovizia di risorse, ad ogni intendimento artistico (è perfino
tecnica esclusiva nel restauro degli affreschi).
L'assioma da riconfermare
è che l'acquarello richiede una padronanza avanzata del disegno,
del chiaroscuro e del colore e, pertanto, si pone come tecnica-madre
dei competenti e degli artisti evoluti, giacché è impossibile
esibire un buon acquarello privo dei fattori costitutivi: struttura,
opposizioni tonali, colorismo armonico o dissonante, secondo il sentimento
dell'autore. Sicché, decade l'affermazione di alcuni blasonati
artisti secondo i quali il disegno non è più funzionale
all'arte moderna. Errore di fondo anche questo, poiché la pittura
o la scultura, figurative o astratte che siano, non supportate da un'adeguata
conoscenza del disegno, mostrano tutte le incertezze, le pecche, gli
squilibri e i difetti del prodotto casuale: senza la guida del disegno,
anche le macchie di petrolio, di umidità, di sudicio sarebbero
arte, e si sa che così non è. Si celebri, allora, l'acquarello
(“acquerello” è una variante ormai accettata), si
ammirino gli artisti, si apprezzino le loro opere disegnate, ben contrastate
di toni e colori, e si consiglino i meno abili di dedicare più
tempo all'apprendimento e alla pratica.