A cura di Danilo Tacchino
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“Essere Artisti di Arte Città Amica significa essere uniti nella produzione artistica e nelle emozioni che essa offre, per determinare un messaggio creativo nel segno di una qualità mirata a far conoscere e conoscersi”

Amalia Passaro

Parlare di Amalia, per me è sintomo di piacere e di ricordi, visto che è un’amica di antichissima data. Amalia è innamorata dell’arte, a prescindere da ogni sua sperimentazione, ricerca, riuscita o meno. E’, concedetemelo una “Pasionaria” in senso stretto, dove la sua ricerca si fa quotidianità, ricerca delle origini e delle radici, profusione d’intenti e di sviluppo, anche per il suo lavoro di insegnante di disegno alle scuole elementari. La sua passione per arte e tradizioni, la si scopre subito per chi ha la fortuna di andare a trovarla nella sua bella abitazione a Nichelino. Appena si entra una profusione di colori e di immagini vi inonderà, segni tangibili della sua arte, inserita anche nella sua quotidianità, attraverso i suoi dipinti sui muri dell’ingresso. Passione e tradizione dicevo. Passione per l’arte, nella tradizione delle sue esperienze, dal suo paese natio, alla sua bella città d’adozione Torino, che vive e raffigura sempre con passione e buon gusto.

Amalia Passaro nasce a San Biase vicino a Campobasso nel 1956 e vive con la famiglia a Nichelino. Diplomata al Liceo Artistico Statale di Benevento nel 1976, ha ampliato la conoscenza artistica impegnandosi nel perfezionamento delle tecniche pittoriche spaziando anche su materiali come il vetro, il tessuto e la ceramica.
Ha saputo mediare molto bene la sua esperienza territoriale e culturale acquisita assorbendo nello spirito e nell’anima le tradizioni e l’attenzione verso il territorio della sua adozione .
Torino e la sua provincia sono penetrati nel cuore della pittrice che, in questa sua mostra, riesce a compenetrare in mille sfaccettature pittoriche l’anima, il cuore e l’essenza di questo territorio.
Per Amalia Passaro le sue prime esperienze sono rimaste profondamente intrise di soggetti legati al profondo amore che ha per la Natura, come ”AN PLEIN AIR” una delle sue opere prime.
Dagli anni ’70 ha iniziato ad esporre in collettive sia a Torino sia in Molise.
Gli anni ’90 hanno visto la sua opera crescere esponenzialmente nelle raffigurazioni paesaggistiche e di nature morte, sino a prendere coscienza dell’attenzione al territorio culturale e non solo naturalistico e, sono convinto che nei prossimi anni la sua produzione potrà indirizzarsi maggiormente alla rappresentazione del “culto del territorio”.
Da alcuni anni appoggia anche la corrente pittorica internazionale del “Presenteismo”, (Presente ora e sempre, oltre il passato e realtà fattuale del futuro), utilizzando espressioni innovative sia per tematica che per tecnica, che rasentano il surreale.
E’ stata recentemente insignita del titolo di “maestro d’arte” e di un importante riconoscimento al premio Internazionale “Michelangelo Buonarroti”.


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Giovanni Russo
E` nato a Treviso nel 1957, vive ed opera a Ponzano Veneto (TV).
Artista di formazione autodidatta, si è dedicato alla pittura ed al disegno sin da giovanissimo rafforzando la propria conoscenza artistica nello studio della storia dell’arte e frequentando gallerie, musei ed importanti esposizioni d’arte in Italia ed all’estero.
Attivo sin dalla fine degli anni settanta, ha allestito personali e partecipato a numerose rassegne e premi nazionali ed internazionali ottenendo importanti riconoscimenti.
L’ho conosciuto alcuni anni fa ad una mostra in Associazione, e le sue opere rimarcano molto uno studio tecnico, da ingegnere o geometra, che però non lesinano nella struttura una ricerca del bello che aprono le porte a quel senso e quel desiderio che dirigono verso le emozioni…verso l’arte.

Per presentare l’opera di russo riporto quanto già scritto da Massimo Centini, niente potrebbe risultare più appropriato.
Quella di Giovanni Russo è una pittura potente: potenza che si estrinseca soprattutto con il ricorso ad un linguaggio figurativo molto personale, che concede una totale espressività ai soggetti colti in situazioni quotidiane e dominati da una profonda autonomia.
Le sue figure provengono infatti da un universo fatto di autenticità e quotidianità dove l'affondo poetico giunge soprattutto dalla scelta dei tagli e da un attento uso della materia cromatica.
Il risultato è costituito da una modulazione mai sterile, la cui origine è da ricercare in una composizione poetica che lascia sempre aperta una relazione tra il "dentro" e il "fuori", tra il vedere e l'immaginare.
Il lavoro pittorico condotto con grande attenzione dell'artista, lascia intravedere come l'osservazione della realtà possa essere oggetto di trasformazione visiva assumendo così connotazioni anche in forte contraddizione, spesso destinate ad amplificare le valenze simboliche dei singoli soggetti. Poiché anche se i soggetti sono apparentemente "facili" da interpretare, Russo non si ferma certamente alla sola raffigurazione della realtà, ma vi inserisce sempre qualcosa di più profondo, sottile, a tratti criptico. Il pittore invita l'osservatore ad andare oltre il soggetto raffigurato, lasciando intravedere segni, accenni, frammenti e indizi per fare il modo che chi si trova davanti alle sue opere possa intraprendere un viaggio dentro l'opera. In alcuni casi può essere necessario attraversarla trasversalmente, ma alla fine ci si rende conto che la figurazione adagiata sul tessuto pittorico si propone come il tassello di una storia ininterrotta.



Opere di Amalia Passaro

 

Opere di Giovanni Russo

 

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