Meno di dieci persone scelgono oggi in Italia le opere letterarie che rimarranno in futuro.

 

Flavio Baldes - Novel writer presso Ghenomena Edizioni

Un sassolino su un tema che mi è caro. Vorrei sapere cosa ne pensate... Meno di dieci persone scelgono oggi in Italia le opere che rimarranno in futuro. Un tempo queste persone erano molte di più... In Italia pochi grandi editori detengono la fetta principale del mercato (parlo di editoria cartacea, non tengo conto del virtuale). Poche (pochissime) persone, per conto di questi editori, decidono cosa verrà pubblicato e quindi cosa verrà letto dalla stragrande maggioranza dei lettori. Forse esagero (ma non credo) se, a spanne, immagino che il 70% del mercato editoriale (in termini di copie vendute) venga deciso da un numero di persone che si contano sulle dita di due mani. In altre parole, meno di dieci persone decidono cosa resterà tra mezzo secolo della letteratura italiana. Si tratta di una conseguenza del fatto che i lettori sono milioni. Per portare un libro all'attenzione della maggioranza dei lettori occorre una major dell'editoria con le sue capacità di marketing e comunicazione. Quello che non arriva all'attenzione della maggioranza dei lettori cade nell'oblio. Nel lontano passato, i lettori erano molto molto meno. Era molto più facile farsi notare. Il processo di selezione dei libri guidato dal marketing, bensì dal lettore. Siamo cioè passati da un processo di selezione della letteratura nazionale in mano a qualche migliaio di lettori ad un processo in mano a meno di dieci selezionatori. Tutto questo senza tener conto dell'editoria virtuale e di internet. Cosa ne pensate? Sta cambiando qualcosa?