Paratissima, giunta all’ 8a edizione, si è dimostrata l'avvenimento più importante della stagione.

Presentata con il titolo - slogan: “Paratissima C’EST MOI”, si è appena svolta l’ 8a edizione di quella che si è rivelata la più importante Kermesse artistica di questo nutrito autunno torinese.
A contribuire a tanta riuscita, senza dubbio, è stato l’utilizzo degli spazi dell’ex M. O. I. (Mercato Ortofrutticolo Ingrosso), di P.za Galimberti.
Di questa rassegna, che ha dato spazio a molti artisti, seppur bravi ma meno conosciuti, è stato già scritto molto.
Pensiamo quindi di esimerci a scrivere a nostra volta, non aggiungeremmo molto a quanto già detto.
Ci piace però riportare l’articolo di D’Angelo Moreno che con molta sagacia e un pizzico di ironia, fa parlare proprio la struttura del MOI.

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MOI: "Paratissima ha trasformato in opera d'arte anche me"
«Quello che siete riusciti a fare qui dentro ha stupito anche le mie vecchie arcate. Avete trasformato in opera d'arte anche me».
È originale la comunicazione finale di Paratissima 2012 che fa parlare gli archi ed i muri degli ex mercati generali di Torino.
Si fa ironia sulla "puzza sotto il naso" con cui molti avevano accolto l'idea di far svolgere la manifestazione nel periferico Lingotto, nei magazzini dei vecchi mercati generali di Torino. Le arcate del Moi (Ex mercati generali ortofrutticoli all'ingrosso) dicono: «Non ci piace essere presi in considerazione solo come contenitori di comodo o come merce di scambio per fare cassa. Guardatemi, così grandioso e così accogliente. Possibile, mi dicevo, che non ci siano idee e forze per riempire le mie arcate?». E aggiungono: «Grazie, perché non mi sono sentito "usato" ma al contrario pienamente partecipe del vostro progetto, parte integrante del vostro sogno. Che è diventato il mio. Paratissima c'est Moi!».
Ringraziano il mare di visitatori: 95.825 presenze addirittura, e quasi 500 artisti e creativi. «Così, in questi 5 giorni, avete trasformato in opera d'arte anche me – dicono - Grazie per gli oltre 50 progetti artistici che avete allestito tra le mie mura, per le 180 e più performance musicali. Chi poteva davvero immaginare di riempire tutti questi spazi?».
I protagonisti di questo successo sono stati menzionati come "organizzatori di arte stradale", più o meno improvvisati. «Allora viva l'arte di strada, se questi sono i risultati, se avvicinate le persone alla bellezza senza farle pagare neppure il biglietto di ingresso, in un'atmosfera di festa e di allegria» conclude il documento degli organizzatori, ribadendo quanto la città abbia bisogno di simili scosse colorate.
Le arcate del Moi sono anche grate per essere state protette da balordi che spaccano e imbrattano vetri e mura. «Mi sono sentito coccolato» dice l'edificio, nel comunicato diffuso a chiusura della manifestazione.
Effettivamente l'onda di energia colorata che ha caratterizzato questa edizione di Paratissima ha sorpreso tutti. Un'esplosione di arte di base coinvolgente e di livelli qualitativi medi molto alti considerando che la manifestazione è aperta, libera. Una bella risposta ai "megaeventoni" spesso aridi e pieni si snobismo radical chic.
Tra le tante installazioni e performance è passata quasi in sordina la parte dedicata al porno. Spazio che, come esplicava una didascalia di supporto, ha documentato come l'arte abbia il potere di decontestualizzare anche le espressioni pornografiche. L'expo porno aveva una presenza di immagini giapponesi con donne legate in pose molto esplicite, donne represse, ammutolite dalla paura maschile e c'era anche l'immancabile revival di Cicciolina. La gente passeggiava e sorrideva, molto più coinvolta da altre tematiche. Infatti a Paratissima, nella varietà assoluta delle proposte, si coglie un certo calo dello stile provocatorio pop art style, ed era molto forte invece la presenza di tematiche naturalistiche: foglie, erba, paglia e difesa degli animali. Impressionante un'installazione in cui una fila di bambini e donne incinta i cui canti erano affiancati da colpi di fucile.


Moreno D'Angelo

 

 


 




        Due dei nostri soci: Egidio Albanese e                 Nikolinka Nikolova, a Paratissima