“Essere Artisti di Arte
Città Amica significa essere uniti nella produzione artistica e nelle
emozioni che essa offre, per determinare un messaggio creativo nel segno
di una qualità mirata a far conoscere e conoscersi”
Daniela Baldo
Nata a Susa (To) nel 1955, vive e lavora a Bussoleno, dove ha lo studio in via Fontan 51. Diplomata presso il II° Liceo artistico di Torino, è stata allieva di Mauro Chessa, Enzo Sciavolino, Paola Pitzianti, Mirella Bandini, che hanno contribuito a formare la sua personalità artistica. Proseguendo la ricerca attraverso esperienze pittoriche personali ha iniziato a presentarsi al pubblico con la prima mostra nel 1980, proseguendo fino ad oggi in maniera seria e costante senza tuttavia trascurare la sua vita familiare. Dal 1996, oltre che alla sua pittura, si dedica alla conduzione di un centro associativo in Bussoleno: il Centro Promozione Belle Arti "Arte e Arti", all'interno del quale si occupa dell'organizzazione di mostre, rassegne e concorsi tesi alla diffusione di nuovi talenti e all'insegnamento in corsi di pittura e disegno. Una sua opinione: "La pittura mi appassiona da sempre e attraverso una sperimentazione graduale, avviata con il figurativo, sono riuscita ad innescare in me un processo liberatorio che mi ha condotto all'informale ed ora riesco a vedere la tela come la pagina di un diario su cui annotare le mie più intime sensazioni."
Artista di grande equilibrio interiore, i quadri di Daniela Baldo riflettono situazioni emblematiche che risalgono a lontane suggestioni naturalistiche; in ogni caso esse sono il prodotto di una manualità di grande mestiere, con un preciso senso dell’intingolo materico e cromatico. I mezzi che mette in opera per portare alla ribalta i suoi sentimenti etici e le sue qualità estetiche sono soprattutto pennello e spatola, ma spesso ama anche operare con una tecnica mista dove il colore si impasta a garze applicate alle tela, che danno spessore alle superfici, scandendole con una serie di graffiature e di incisioni. Per la scelta dei colori, si lascia guidare dall’istinto: quando sente la necessità di esprimersi con toni caldi, vi si attiene con costanza per alcuni mesi. Salvo poi riprendere un ciclo più freddo, nel quale la passione è più tiepida e trattenuta, anche se ormai da tempo evita i colori cupi e preferisce agire con tinte chiare e solari
Per Daniela Baldo la materia pittorica ha corpo e anima. Il suo colore trasmette le stesse vibrazioni che vi immette quando lo estende con energia sulla tela. Le sue composizioni nascono dalle sovrapposizioni di diverse stesure, e non si ripetono mai in moduli fissi. Ogni passaggio di colore parla quindi in modo differente e autonomo alla sensibilità dell’osservatore, mettendo in luce i momenti di sospensione e di energia che si avvicendano nei tempi creativi di ogni sua opera.
Da "Lo Spirito della Materia " - ediz. Mondadori
Paolo Levi - 2007
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Michele De Stefano
Nato a Spinazzola (Bari) nel 1945, risiede a Torino. Ha frequentato la Libera Accademia di Torino diretta dal Prof. Giacomo Soffiantino. Per diversi anni ha frequentato lo studio del Prof. Sergio Albano. Ha iniziato l'attività pittorica nel 1971. E' presente alla Mostra Sociale della "Promotrice delle Belle Arti" di Torino dal 1985. E' socio del "Piemonte Artistico e Culturale".
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Da almeno un decennio la pittura di Michele De Stefano si è assestata su un livello stabile e coerente con la sua personalità, che è più complessa di quanto all'apparenza potrebbe sembrare. Oggi, a cinquantacinque anni, nella piena maturità del suo fervido operare, De Stefano vorrebbe cominciare a tirare le somme: si pone delle domande cui non riesce a dare risposte. Nasce in lui quel giustificato risentimento che un artista autentico ed entusiasta sente quando una parte del mondo sembra ignorarlo. Non certo quella dei collezionisti, di chi rimane conquistato, vorrei dire "folgorato", dai suoi colori smaglianti, disposti secondo l'aurea legge dei complementari, ma da un certo "milieu" cittadino che non si può neppure definire di critici d'arte (che più non esistono) ne di galleristi (che più non esistono). Michele, nella sua ingenuità, crede che esistano ancora, e perciò ha questa sensazione di essere stato trascurato per misteriosi motivi. Facciamogli capire che questo risentimento, nel suo caso di pittore autentico e contro corrente, è immotivato e inutile, perché nello snobismo e mercantilismo imperante, unito a una totale incapacità delle strutture al potere di sentire la pittura, non ci si potrebbe aspettare nulla di diverso. Inoltre, anche l'arte, come tutto oggi, è gestita in modo mafioso: bisogna far parte di un gruppo, di una cordata.
Opere di Daniela Baldo
Opere di Michele De Stefano
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De Stefano si arrampica in parete da solo, spinto dall'entusiasmo della bellezza della natura e di come essa possa esser tradotta con i pennelli e i colori. Egli dovrebbe essere grato a Dio per la gioia che gli procura questo lavoro affrontato con tanto amore e per i risultati che tanta soddisfazione gli danno, e non solo a lui. [...]Non si deve assolutamente pensare a De Stefano come ad un "copista": il suo primo riferimento sono i luoghi reali, in particolare la campagna intorno a Fontanetto Po. Il suo rapporto primario è con la realtà naturale che lo ha colpito e ha fatto scattare in lui l'ispirazione. Il pittore Beppe Avvanziono, nel suo amore per Van Gogh, si spinge a dipingere nei campi che circondano Arles; De Stefano trova i suoi Van Gogh tra Crescentino e Bàlzola, nel parco del Valentino, ai Murazzi. Altri pittori si trovano filtrati nelle opere di Michele De Stefano: per esempio Utrillo, Vallotton, De Chirico, ma sempre in maniera inconscia perché questo pittore non ha nulla di intellettuale, predisposto, voluto. Egli punta al colore, a come farlo risaltare al massimo, accostando il giallo al violetto, il blu all'arancione, il rosso al verde. Perciò il primo impatto con i suoi dipinti è di autentica meraviglia, specialmente se visti accostati gli uni agli altri: una vera festa per gli occhi. A parte la nuova lunga serie di risaie, grandi e piccole, tra i quadri che ho visto nel suo nuovo studio di via Santhià, mi hanno colpito in modo particolare la "Campagna toscana con quattro cipressi" e il "Po ai Murazzi di notte" , e mi auguro che li si possano ammirare anche in una futura mostra. Michele De Stefano: tra i pochissimi pittori torinesi i cui quadri mi piace tenere nel mio studio, guardarli e goderli, come ai vecchi tempi in cui esisteva la Pittura. E un grazie a De Stefano, per continuare a farla vivere.
da uno scritto di Beppi Zancan del 2001