I poeti dell'ottovolante

Perché tu mi dici poeta?

Si tratta di un percorso di conoscenza per incontrare chi fa poesia oggi e cercare i rispondere a cosa possa servire ancor oggi, nel mondo e nel tempo di internet, scrivere versi poetici.
Arduo è il compito di ascoltare, catalogare, stimolare un gruppo di poeti al fine di comprendere meglio il sacro fuoco dell’ispirazione che spinge a scrivere.

Rubrica a cura di A. Bolfi, M. Parodi

Finestre sulla città 



Meravigliosa cornice, le finestre.

Ci restano impigliate le nuvole
che portano neve sulle piste
e fanghiglia qui in città 

Ci transitano stormi inquieti
che sfiorano colline
nel viaggio verso sud...

Come un impiegato zelante
mi sforzo di restare seduto
scrivo una lettera, mando un fax

ma fuori sbocciano i giardini

stagionale tormento

 

Fabrizio Tiberio


SALE


Gli echi solinghi,
Lo screpitare della tua assenza.
La casa che riempivi sbattendo le palpebre
dal dolore,
le mani giunte della speranza.
I rintocchi,
il tuo divano, il solito posto,
la fine del mese, le spese e
le vuote dispense.
E la tua voce sale,
nelle fessure dell'anima,
sale.
In una lacrima sale,
ed è sale di lacrime amare.

 

 

 

Rasha