A cura di Danilo Tacchino
2 artisti al mese
“Essere Artisti di Arte Città Amica significa essere uniti nella produzione artistica e nelle emozioni che essa offre, per determinare un messaggio creativo nel segno di una qualità mirata a far conoscere e conoscersi”

Giovanna d’Avenia

Donna di presenza superlativa, attenta, la cui passione per l’arte si intravede dal brillio delle lenti dei suoi occhiali quando ammira appassionata un’opera o la scruta con profondità nel riflesso di una sua attenzione non comune. Legata, sempre e comunque, alla passione per il segno, il colore, la ricerca di un senso verso le cose che ci circondano e che hanno la dignità dell’esistere perché sono conformanti al bisogno ancestrale di comprendere dove siamo e goderne. Non per nulla Giovanna è anche un grande appassionata di camminate in montagna e molti dei suoi acquerelli contengono le descrizioni di questi suoi momenti di pace e di godimento. Lo si nota particolarmente nei colori che usa, o nei segni che identificano le linee fondanti delle sue opere. Non è una frequentatrice molto assidua del nostro Centro, però viene spesso e porta sempre quell’ottimismo e quella forza d’animo che la rendono propositiva e ben voluta da tutti.

Il discorso pittorico di Giovanna d'Avenia si identifica dunque con una ricerca espressiva legata al paesaggio, alla luce atmosferica ed a un naturalismo colto e risolto con delicata sensibilità e con una interiore volontà di tradurre le quotidiane emozioni, le sottili sensazioni avvertite durante i suoi frequenti viaggi in alta montagna.

Al di là dei dichiarati riferimenti ai luoghi dei suoi itinerari, si avverte il vitale interesse per il paesaggio che ripercorre durante le escursioni che diventano i motivi di una pittura rasserenante e percorsa da un'intensa gioia di vivere, di silenti orizzonti, di suggestive memorie.

L'incanto di visioni misteriose, di autunni in Toscana, contribuiscono a formare il "corpus" di una raccolta di acquerelli realizzato con la percezione di paesaggi che si profilano all'alba, mentre prende forma questo suo reinterpretare un ambiente che le appartiene e che trasferisce nei suoi lavori come una musicale partitura.

Socia della “Promotrice delle Belle Arti”, del “Piemonte Artistico e Culturale” e dei “Venerdì d’Arte” di Torino, Giovanna d’Avenia è stata allieva di Sandro Lobalzo ed ha frequentato il Centro di Formazione per Artisti “Circolo Ebdò” di Torino, sotto la guida di Elisabetta Adjani.

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Valeria Facello

La vidi per la prima volta qualche annetto fa al seguito di una mostra del Maestro Nazareno Randò, e da allora si è affezionata al nostro centro tanto da chiedere l’ammissione nella lista dei soci.
Una persona semplice, poco incline alla spettacolarizzazione, riservata, ma affabile nei modi e ricca di quel desiderio di conoscere, sapere e creare, tanto che glielo si legge negli occhi sempre, quando si parla con lei di arte. La serietà della passione artistica sta nella dedizione al desiderio di ricerca, ed alle fini percezioni che la portano ad una rigorosa verifica del suo creare e ricercare. Spesso la accompagna la sua dolce e graziosissima figliola, che sicuramente sarà ispirazione al suo sguardo, per la genuina bellezza e la splendida e semplice espressione dei suoi occhi.

Nata a Torino nel 1958, vive e lavora a Val Della Torre; sceglie come luogo di vita la montagna, di cui ama i colori e i paesaggi.

 

2 Opere di Giovanna D'Avenia

 

 

 2 opere di Valeria Facello

 

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Inizia come autodidatta, per ampliare poi le sue conoscenze frequentando il corso di pittura all’Accademia Albertina di Belle Arti col Maestro Gianfranco Rizzi.

Attraverso un percorso, svolto con tenacia e sacrifici, approda alla tecnica dell’incisione, accompagnata dai preziosi insegnamenti di Vinicio Perugia e Kurt Mair.

La affascina il mistero che lega la lastra alla stampa, che unisce un lavoro minuzioso ed elaborato ad un risultato sorprendente, mai certo, che lascia meravigliati ogni volta che il foglio passato sulla lastra sotto il torchio viene sollevato, rivelando l’arcano.

Per questo ha scelto di intraprendere il cammino in una tecnica tanto antica, in cui pazienza e applicazione sono quasi sempre ripagati dall’emozione finale.