Il critico ferrarese, com'è noto, apprezza in modo particolare il Seicento ed inevitabilmente il Caravaggio, di cui il Preti seguì anche sul piano biografico le orme, muovendosi in lungo ed in largo per l' Italia (ma anche in Europa) spingendosi poi sino a Malta, ove morì. Ed anche Michelangelo Merisi nell'isola principale dell'Arcipelago soggiornò (sempre in fuga da qualche guaio e lasciò un'opera (S. Giovanni Battista decollato) che attrae sempre molti visitatori. Il Preti fu uno dei pochi artisti dell'Italia meridionale che assurse a notorietà "nazionale" nella Penisola. Ma la sua fortuna artistica si estrinsecò proprio a Malta, in cui operò per circa quarant'anni. Esattamente dal 1661 alla morte.
Alcune opere provengono dai più importanti Musei del mondo e da collezioni private. La rassegna vuole celebrare un artista forse sottovalutato non tanto ai suoi tempi quanto in quelli successivi. Il percorso non è semplicemente cronologico, ma vuole mettere in risalto l'aspetto fortemente religioso e di fede dei suoi lavori. Caratterizzati da grande teatralità e spettacolarità, sia nelle tele sia negli affreschi, come quelli di Sant'Andrea della Valle, in Roma ed in alcune Chiese di Napoli, ove conobbe e fu intimo di Luca Giordano.
L' artista iniziò a dipingere a bottega del fratello Gregorio già affermatosi a Roma e subì l' influenza di un altro pittore molto amato da Sgarbi, il Guercino. Alla Reggia non manca un confronto artistico con il Caravaggio (con la tela "Il riposo durante la fuga in Egitto") e l'amico Luca Giordano in modo tale da evidenziare le fonti, le influenze e gli esiti della ricerca pittorica del Preti.
Un pittore molto apprezzato da Mattia Preti fu Albrecht Dürer come risulta da bozzetti e disegni conservati nel Museo che la sua città natale gli ha dedicato, ricordando un soggiorno nelle Fiandre.
Il Preti fu influenzato anche dal Veronese, conosciuto a Venezia.
Il Preti fu uomo dal carattere forte ma allo stesso tempo generoso, tanto da affermare che "la pittura era la sua vita e dipingeva per i poveri, poiché a lui null'altro serviva". Va detto che il '600 fu il secolo in cui la violenza della Controriforma esplicò tutti i suoi aspetti più devastanti nella Penisola. I cui effetti sono tuttora presenti in molti italici comportamenti, dalla vasta ipocrisia alla violenza ideologica verso chi dissente, non solo dal potere, ma da chi crede d'interpretarlo. Un periodo di grande cupezza che si ritrova in pieno nelle tematiche del Preti. Che, peraltro, fu anche un innovatore, dipingendo, ad esempio, ad olio sulla pietra maltese.
Sino al 15 settembre alla Sala delle arti al piano primo della Reggia.