Inaugurazione mostra "Eros nell'arte".
Giugno 2013

IL TEMPO E' TIRANNO

editoriale di Danilo Tacchino

La tregua alla cultura non lascia requie. Non possiamo nasconderci dietro il dito della crisi social economica per dire che lo spirito artistico – culturale abbia subìto una frenata o un rallentamento. Io direi, piuttosto, un cambiamento cosciente. Basta alla cultura fatta con le strutture dei soldi e dei potentati, e quindi, delle correnti che comandano in quel momento. E’ l’ora della cultura dei singoli, dei gruppi spontanei e delle coscienze.

E’ ciò che si sente muovere nell’aria in questo momento storico, fatto di incertezze, di dubbi, ma di molte domande che aprono il solco al desiderio di sapere e di conoscere insieme, unendosi nel desiderio di non lasciarsi prendere soltanto dall’onda dell’entusiasmo interiore, fatto di armonia e piacevolezza di sentirsi bene con se stessi e con ciò che ci circonda. Il sapere poi amplifica il desiderio di utilità in senso assoluto. Siamo comunque coscienti che il rischio del debordaggio e della risacca psicologica nel non riuscire a controllare desideri e gli obiettivi secondo una logica comune almeno negli intenti, fa rischiare grosso a chi porta avanti dei messaggi culturali che più non hanno altro scopo che trovare consenso, attraverso la capacità di colpire ed emozionare profondamente, tra contenuto e forma del messaggio artistico trasmesso.

A volte, il desiderio perde di forza, rallentato dalle distrazioni della pesante realtà sociale che trova altri bisogni primari fortemente sbilanciati nella realtà della vita, e l’arte, pur mutandosi a volte in “refugium peccatorum” contro le perplesse delusioni della cruda vita reale, viene recepita più debolmente ed, a volte, deformata nel suo messaggio essenziale.

Non lasciamoci prendere da questa apparente abulia del momento e continuiamo per la nostra via, seppur a volte in silenzio, nella penombra, nascosti dai venti impetuosi di chi urla per rabbia o per paura di perdere. Perdere un posto di lavoro, perdere la fiducia, perdere la voglia di credere nella cultura, specialmente di quella apparentemente gratuita.

E’ importante considerare che, in tutta questa riflessione, l’elemento fondamentale di difficile evidenza diretta, è il tempo della memoria, specialmente riferibile alle nuove generazioni, in cui il forte impatto dinamico della tumultuosa realtà attuale così vorticosa, così caotica e insistente nel ridurre tempi e momenti sempre consapevoli soltanto di trasformazione, comporta perdite consistenti di quella comunicazione che rende la cultura radicata nella sua evoluzione, mantenendo considerazioni e logiche che siano lo zoccolo duro di un comportamento culturale sociale che abbia punti fermi, condivisi e praticati. Questo purtroppo non è, nell’attuale sarabanda vorticosa delle relazioni sociali nazionali e internazionali. L’informazione culturale attualmente è tanta, ma male organizzata, strutturata per “parrocchie” e non inserita in una cognizione informativa di ampio respiro e ben condizionata nel contesto nazionale. Miriadi di attività culturali, focherelli sparsi per tutta la penisola che esplodono con forza e convinzione, morendo poi purtroppo per la loro insufficiente consistenza nell’ottemperare un messaggio, una riflessione emozionale, un indirizzo di percorso.

Questo mi serve per dire come il direttivo della nostra Associazione sia cosciente nel perpetrare un tipo di messaggio culturale che ricerca praticamente la realizzazione dei singoli entusiasmi di chi partecipa all’associazione e ne fa parte col desiderio di realizzare un po’ di più il suo bisogno di concretizzazione artistica. E’ da anni che la nostra associazione, con i suoi eventi artistici e culturali, ha saputo ottenere un buon riconoscimento nelle attività culturali del territorio torinese, facendosi ben conoscere ed apprezzare. Si continuerà a farlo, senza pregiudiziali economiche o di altro genere, con il solo scopo di continuare ad emozionarci ed a scoprire nuove vie per la crescita virtuosa, trasparente ed autentica, nell’amore appassionato per la cultura e l’arte, elementi imprescindibili e probanti del bisogno dell’uomo di crescere nella conoscenza e nell’equilibrio virtuoso e armonico della vita e delle sue espressioni più vere e profonde.

 

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