Uno sguardo verso l'oriente

 


di Silvia Ferrara

Nella splendida cornice di Palazzo Strozzi a Firenze, si é inaugurata il 27 settembre la mostra dal titolo: "L'Avanguardia Russa, la Siberia e l'Oriente". Il percorso espositivo mostra come viene riconosciuta l'importanza delle fonti orientali nel Modernismo Russo. L'arte russa ha attinto ad un Oriente molto complesso ed esteso ricco di ghiacci e deserti infiniti. BandinsIJ, MaleviK, Filonov, LonKarova sono i noti artisti protagonisti di tale interessante esposizione. Se citiamo le Avanguardie russe non possiamo tralasciare alcuni cenni storici ed in particolare ricordiamo che agli inizi del Novecento proprio in Russia si sono sviluppate differenti correnti poetiche che si interessavano a ció che stava accadendo in Europa Occidentale.

Tra il 1910 e il 1916 si sviluppa il Futurismo con l'influenza del maestro Chlebinkov che fu fautore di una prima pubblicazione futurista.

Anche in Italia il movimento futurista acquista grande importanza e Marinetti in particolare viene considerato uno dei padri di tale corrente

Il cubofuturismo, l'astrattismo e il costruttivismo rappresentano i movimenti più


Kandinsky: uccelli

piú importanti delle Avanguardie Russe.

Nel percorso espositivo, interessante notare é come la cultura russa provi una sorta di paura per tutto ció che riguarda l'ignoto e l'esotico.

Ció che la mostra desidera mettere in risalto é l'incontro tra culture differenti, ed una sorta di "nascita" di un linguaggio artistico universale radicato in momenti storici del passato ma carico di aspettative per il futuro.

Wassily Kandinsky, Kazimir Malevič, Natal’ja Gončarova, Michail Larionov, Léon Bakst, Alexandre Benois, Pavel Filonov descrivono con le loro splendide opere i rapporti tra l'arte russa e l'Oriente. Il percorso artistico consta di 130 opere tra cui 79 dipinti, acquerelli, disegni, 15 sculture e 36 tra oggetti e incisioni popolari.

L'Oriente con le sue peculiaritá rappresenta una fonte culturale dalla quale attingere e mettere in risalto il suo fervore; sussiste dunque una severa diversitá fra l'Occidente e l'Oriente ma al tempo stesso un continuo desiderio di avvicinamento e di relazione tra i due popoli.

La mostra ricorda che per anni il simbolo della Russia Imperiale ovvero l'aquila, guardó in una duplice direzione cioé tra Occidente ed Oriente non stabilendo cosí alcuna supremazia ma il desiderio di un continuo dialogo.

Tra le molte opere da annoverare quelle di artisti minori come Nikolai Kalmakov, Sergej Konenkov e Vasilij Vatagin, dei quali si evidenza la loro prima esposizione in Occidente.

La mostra é curata da John E. Bowlt (University of Southern California, Los Angeles), Nicoletta Misler (Universitá di Napoli l'Orientale), Evgenia Petrova (Deputy Director for Academic Research, State Russian Museum, St. Petersburg).

L'esposizione si conclude il 19 gennaio 2014.

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