piú importanti delle Avanguardie Russe.
Nel percorso espositivo, interessante notare é come la cultura russa provi una sorta di paura per tutto ció che riguarda l'ignoto e l'esotico.
Ció che la mostra desidera mettere in risalto é l'incontro tra culture differenti, ed una sorta di "nascita" di un linguaggio artistico universale radicato in momenti storici del passato ma carico di aspettative per il futuro.
Wassily Kandinsky, Kazimir Malevič, Natal’ja Gončarova, Michail Larionov, Léon Bakst, Alexandre Benois, Pavel Filonov descrivono con le loro splendide opere i rapporti tra l'arte russa e l'Oriente. Il percorso artistico consta di 130 opere tra cui 79 dipinti, acquerelli, disegni, 15 sculture e 36 tra oggetti e incisioni popolari.
L'Oriente con le sue peculiaritá rappresenta una fonte culturale dalla quale attingere e mettere in risalto il suo fervore; sussiste dunque una severa diversitá fra l'Occidente e l'Oriente ma al tempo stesso un continuo desiderio di avvicinamento e di relazione tra i due popoli.
La mostra ricorda che per anni il simbolo della Russia Imperiale ovvero l'aquila, guardó in una duplice direzione cioé tra Occidente ed Oriente non stabilendo cosí alcuna supremazia ma il desiderio di un continuo dialogo.
Tra le molte opere da annoverare quelle di artisti minori come Nikolai Kalmakov, Sergej Konenkov e Vasilij Vatagin, dei quali si evidenza la loro prima esposizione in Occidente.
La mostra é curata da John E. Bowlt (University of Southern California, Los Angeles), Nicoletta Misler (Universitá di Napoli l'Orientale), Evgenia Petrova (Deputy Director for Academic Research, State Russian Museum, St. Petersburg).
L'esposizione si conclude il 19 gennaio 2014.