E poi il potere economico e politico. Colonialismo planetario. L’Europa era davvero la padrona del mondo.
Se mai c’é stata una etá dell’oro, accanto all’Atene di Pericle e alla Firenze rinascimentale, si puó dire lo sono stati i lustri a cavaliere del 1900 per il nostro continente, alimentati dalla Belle Epoque parigina. Il bacio di Klimt. 1908. La Vienna a due passi dallo sparo di Sarajevo.
C’é bisogno di un messaggio che eternizzi un periodo fortunato. Il bacio, espressione magica e interlocutoria dell’amore. E’ chiaro che la dominante é l’oro: piú bruno nel fondo, piú brillante al centro, fuso con preziosi fiori in basso. Le due forme umane si rivelano soprattutto nelle teste e nelle mani disegnate con estrema sensibilitá: diafane nella donna, piú scure nell’uomo, nel collo e nello scorcio del volto. La veste aderente della donna, il pesante manto dell’uomo, ornati con forme diverse, floreali nell’una, geometriche nell’altro, sono raccolti in una sorta di alone-nicchia. Tutto é prezioso, pesante involucro delle due creature, come se si difendessero dalle cattive sorti della diacronia della storia. I fiori della veste sembrano presagire il naufragio dei tesori europei nella tragedia del Titanic, autentica epifania del crollo del nostro continente. Baciamoci, qui a Vienna, in una fissitá gelida e quasi necrotica pur nel brillare dell’oro. Come dire un valzer statico. Si spengono le luci. Uno dei piú affascinanti imperi della storia sta per frantumarsi.