Antonio Ligabue, la sua vicenda artistica e umana

 

di Roberto Curione

La vicenda umana ed artistica di Antonio Laccabue, poi cambiato in Ligabue è, com'è noto, straordinaria nella sua drammaticità.

Nato a Zurigo da madre sola e di povera condizione ignorò sempre chi fosse il vero padre, ebbe la fortuna d'essere affidato ad una coppia di lingua tedesca. Un'adozione mai formalizzata ma il piccolo legò moltissimo con la matrigna, in un rapporto d'odio e amore che lo segnò moltissimo. Sin dalla nascita ebbe problemi fisici e di conseguenza anche gli studi ne risentirono. Quando fu messo in un collegio per disabili, nel 1913, aveva conseguito solo la terza elementare. L'apprendimento del tedesco, però, gli fu molto utile durante la guerra, quando divenne interprete delle truppe d’occupazione hitleriane. Naturalmente al termine dell'ostilità ciò non lo rese simpatico all'intellighenzia di sinistra, cui fu assegnata, in una sorta si spartizione del potere, la sterminata prateria della cultura. La sua esperienza in collegio fu nonostante tutto proficua, poiché il piccolo Antonio ebbe la possibilità di dimostrare le sue innate capacità di disegnare. Il suo carattere scontroso e ribelle gli costò non solo l'espulsione dal collegio, ma dalla stessa confederazione, su denuncia di quella madre che egli tanto adorava. Nel frattempo era stato per qualche tempo curato in una clinica psichiatrica. In Italia, si stabilì nella bassa emiliana, una zona da cui proveniva l'uomo che lo aveva riconosciuto come figlio. La scelta non fu spontanea ma obbligata dagli organi di polizia. In questo primo periodo Ligabue, anzi Laccabue, il suo vero cognome che poi cambiò anni dopo, si dedicò al disegno ed alla creazione di piccole sculture d'argilla. Fra il 1927 ed il 1928 incontrò lo scultore e pittore Mazzacurati, che lo aiutò e l'introdusse nel mondo artistico emiliano. Nel 1937 nuovo ricovero in manicomio per un forte stato depressivo ed un altro scultore, Andrea Mozzali s'interessò al suo caso riuscendo a farlo dimettere.

Del suo lavoro d'interprete abbiamo detto, ma va aggiunto che avendo litigato con un soldato tedesco fu di nuovo inviato in manicomio, da cui uscì in via definitiva nel 1948.

 


Ligabue, leopardo


Ligabue, autoritratto


Iniziò la fase più prolifica e fortunata dal punto di vista artistico, critici e galleristi iniziano a "trattare" i suoi lavori e, come sempre accade quando si raggiunge un certo successo, arrivano amici nuovi e soprattutto chi prima lo allontanava ora diventa cortigiano.

Su di lui scrivono anche giornalisti di rango ed il suo personaggio suscita anche l'interesse di documentaristi cinematografici. Il successo lo rese sempre più eccentrico. Dopo le amate motociclette si permise eleganti berline con autista, da cui pretendeva un deferente saluto al momento d'entrare e uscire dall'auto. Una parentesi durata pochi lustri, perchè nel 1962 fu colpito da paresi. Continua lavorare, ma dopo tre anni muore.

Ligabue artista

Troppo spesso la straordinarietà della biografia ha preso il sopravvento sulle qualità artistiche di Ligabue.

Il disegnatore

Come abbiamo scritto all'inizio sin da piccolo mostrò propensione per il disegno che, per tutta la vita, rappresenterà un mezzo espressivo autonomo e separato dalla produzione pittorica. Anche se nei disegni si trovano gli stessi soggetti dei quadri e delle sculture, essi hanno esito compiuto, non sono mai abbozzi, studi preparatori delle altre opere. Un disegnare più da scultore che da pittore, propenso più a definire le masse, i volumi, le forme, gli spazi chiari o scuri piuttosto che le atmosfere. Un segno spigoloso, quasi ruvido, apparentemente confuso che rende tuttavia benissimo la plasticità del soggetto.

Lo scultore

La materia prima delle sue opere è l'amata terra del Po, inerte ed informe ma facilmente malleabile e modellabile. La qualità della materia era indifferente per Ligabue, osava addirittura masticarla e salivarla per renderla docile e disponibile. Dal blocco iniziale sottraeva a poco a poco la materia, fino a sbozzare la figura che doveva rappresentare, rifinendola poi con decisi colpi delle dita ed utilizzando, per i particolari, quali occhi, bocca, pelo, oggetti appuntiti. Sembra che il già citato Mozzali, allievo dell'accademia di Alceo Dossena, e impeccabile padrone di ogni tecnica plastica sia stato l'iniziatore di Ligabue alla scultura seguendolo poi anche nelle fasi creative successive. I soggetti non cambiano, ma le terrecotte hanno una maggiore adesione realistica, con una cura talora maniacale del particolare.

Ligabue pittore

La resa degli animali nei quadri attraversa la esperienza di vita dell'artista. all'inizio i tratti sono quasi solo abbozzati, con il tempo assumono una sorta di drammatizzazione. Ligabue scava quasi nell' animo delle creature con cui ha condiviso un lungo pezzo di vita.

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