Condividere, acquisire ed assimilare, non sono sinonimi dell’esperienza della vita in senso più ampio come potremmo immaginare, ma possono essere tre modi ben distinti di sentirla nella collettività della propria comunità e del proprio momento temporale e culturale. Nella nostra cultura poi, il senso di ritrovarvi il nervo sensibile dell’ispirazione creativa, diviene una grande fonte strumentale per aggirare e fronteggiare, a mio avviso, quelle difficoltà della vita che ci suggeriva prima la citazione di Natoli.
Oggi, viviamo in una società così pregna di contatti ad ogni livello che i confini dei sensi e delle cose hanno raggiunto l’apice del desiderio e quindi, nello stesso medesimo tempo, l’impoverimento di ogni desiderio assurto al raggiungimento della perfezione. L’assoluto è parte di noi, come l’imperfezione è il nerbo pulsante della nostra esistenza, L’ossimoro non fa una piega.
Il tempo della nostra attuale realtà sociale, è un tempo colmo di contraddizioni che ci trova dinnanzi a svariati paradossi e, quello che per noi appassionati cultori d’arte e di letteratura, più ci aggrada, si risolve nell’ormai datato concetto in cui quando l’economia segna il passo aprendo la via alla miseria, l’energia dello spirito apre le casseforti del cuore e dell’anima lasciando spazio all’ispirazione ed all’arte.
Dopo più di quindici anni di esperienza nel campo artistico-culturale torinese, sempre avvalorato da una passione ed una condivisone, assimilata dai componenti dell’associazione culturale Arte città Amica che ne ha ampliato gli orizzonti, ora siamo sempre più allineati al senso di quella predisposizione allo scambio artistico e poetico tra associazioni, che rende sempre più coesa la posizione di essere corpo unico in cultura multipla. Il desiderio di sentire l’emozione dell’ispirazione, ci porta più vicini a quel senso di virtù del controllo delle cose che ci rendono liberi per noi stessi, quando si fa un’opera e la si condivide con il gruppo che si rende parte integrante della nostra coscienza di artisti.
A ognuno quindi, il suo tempo per sentirsi realizzato, un tempo che può anche finire e non protrarsi per molto. Questo dipende da noi. Sarà comunque un tempo che non deve mai essere dimenticato, perché non sarà mai sprecato. Questo deve essere uno degli obiettivi, per cui un’associazione culturale esiste ed è considerata. |