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La città di Milano e più precisamente la Fondazione Stelline celebra il maestro del Bauhaus Josef Albers.
Dal 20 settembre al 6 gennaio 2014 si è tenuta la prima mostra monografica del celebre artista intitolata "Josef Albers. Sublime Optics"; il maestro è da sempre appartenente alla religione cattolica ed infatti ha inglobato il linguaggio della tradizione cristiana in molti lavori, evidenziando come il colore e il mutamento del tratto siano di natura spirituale.
Albers nasce a Bottrop; dopo gli studi di pittura a Berlino entra nel Bauhaus a Weimar. Le sue opere mettono in evidenza l'instabilità delle forme e i suoi lavori includono collage di vetro colorato che permettono variazioni di luce.
Nel 1933 il Bauhaus chiude e l'artista emigra così negli Stati Uniti dove insegna fino al 1949.
Il Bauhaus fu una scuola di architettura, arte e design che operò a Weimar dal 1919 al 1925 e in altre due sedi. Il termine fu ideato da Walter Gropius e richiamava la loggia dei muratori. Essa non era solo una scuola ma un punto di riferimento per i movimenti d'innovazione nel campo del design e dell'architettura facenti parte del movimento moderno.
Purtroppo la scuola s'interrompe con l'avvento del nazismo.
La splendida mostra alla Fondazione Stelline è stata curata e allestita da Nick Murphy sulla base di un progetto ideato da Nicholas Fox Weber: tale esposizione propone un'interessante prospettiva sul maestro del Bauhaus raccogliendo opere davvero uniche.
Il percorso espositivo offre settantotto lavori realizzati all'inizio della sua carriera artistica, fino all'ultimo "Omaggio al Quadrato". Le opere sono pervase dal suo credere che sia possibile mutare la realtà |
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Josef Albers

J. Albers,Omaggio al quadrato |