L'influenza maggiore era quella del potente vicino sovietico, ma non mancavano riferimenti all'espressionismo tedesco.
E' indubbio come queste opere di natura politica poco abbiano a che fare con la vera arte, che si "sustanzia" di poesia, ma restano un importante documento storico. La nuova xilografia cinese vuole ora esportare in OCCIDENTE i suoi valori tradizionali che dalle nostre parti non sono ancora perfettamente conosciuti.
Si è svolto in questo contesto un interessante confronto fra Cina ed Italia, a Francavilla a Mare, Chieti, in cui ha partecipato, fra gli altri, l'artista torinese GIANNI VERNA, attratto sin dagli anni 60 dalle tecniche di stampa orientali, con Gianfranco SCHIALVINO, autore d'una relazione al convegno. I due artisti, com'è noto, sono i curatori della bella rivista xilografica "SMENS".
La xilografia rappresenta il mezzo ideale per dare evidenza quasi plastica al rapporto fra uomo e natura.
La xilografia cinese non usa inchiostri grassi e non stampa su legno di testa, mentre utilizza inchiostri ad acqua e la sfumatura dei colori è ottenuta con la rarefazione dei pigmenti. Afferma Gianfranco SCHIALVINO "l'aspetto manuale e artigianale che sta alla base della tecnica xilografica credo possa essere indispensabile disciplina per restituire all'artista la convinzione di poter svolgere un compito estetico nella peculiarità dell' immagine, etico nella sua dignità, sociale nella serialità". |