Menzione d'onore assegnata a Carmelo Consoli di Firenze con il saggio: La grazia
nella follia Testo che sublima la volontà eminentemente critica, scegliendo di perseguire linee dialettiche finalizzate a lasciare a latere i tracciati più rigidi della filologia, per adottare un’analisi partecipata, in cui il soggetto dell’analisi stessa, Ada Merini, risulta descritta privilegiando il sentimento, l’emozione, la ricerca di tracce di vita, anche sofferta, che si sono cristallizzate nella poesia.
Menzione d'onore assegnata a Fiore Davis di Milano con il saggio: La matrix economica Taglio da pamphlet che riesce comunque a non tralasciare le necessità di assegnare un impianto didascalico al testo. L’autore ha la capacità di portare in superficie le domande che l’uomo della strada si pone al cospetto della complessa dimensione economico-finanziaria. Domande che sono risolte in una sorta di progetto utopistico, adagiate su un humus non privo di spunti letterari.
Menzione d'onore assegnata a Giuseppe Grangetto di Bussoleno(TO) con il saggio: Godiamoci l’opera 45 cartelle dove il piacere dell’interpretazione dei canti leopardiani è ridistribuita con una inedita chiave di lettura che rivisita il capolavoro di Leopardi attraverso l’uso del ludogramma e specificatamente dell’onomanzia, per raggiungere delle ricreazioni alfabetico-letterarie delle opere reinterpretate, dove la parola giocosa nella pratica dei giochi linguistici, s’innesta nella pratica divinatoria basata sull’interpretazione etimologica e simbolica.
Menzione d'onore assegnata a Montacchiesi Mauro di Roma con il saggio: De hominibus Raccolta di saggi brevi che spaziano in campi anche tra loro lontani, ma che dimostrano soprattutto la volontà dell’autore di indagare ambiti a cui si sente in qualche modo legato. Sono brevi voli caratterizzati da una serie di spunti e di occasioni di approfondimento, che possono essere considerati una stimolante occasione per avvicinarsi a autori e temi differentemente collocati nel tempo e nello spazio.
Menzione d'onore assegnata a Eddi Vencia di Piane Crati (CS) con il saggio: Il
dovere di leggere Questo saggio di 32 cartelle, strutturato in 13 capitoli, ha la capacità di far riflettere e predisporre la mente al concetto e allo scopo della lettura, tanto bistrattata nel nostro paese. Quella di leggere, non è solo un’attività per aspiranti scrittori, ma è un piacere al quale nessuno dovrebbe rinunciare, perché come supremo atto conoscitivo, deve rientrare a pieno titolo nei doveri più importanti per l’uomo, nell’ imparare a rispettare gli altri, e con l’ausilio della fantasia, esercitarsi a guardare oltre gli orizzonti sensibili compiendo un viaggio all’interno di se stessi , per comprendere meglio la vita, ed amarla di più.
Poesia singola
Menzione d'onore assegnata a Loriana Capecchi di Quarrata (PT) con la poesia: Madre Ecco un ritratto, forse leggermente oleografico, ma intensamente sentito della figura della madre. Di una figura di madre che ha attraversato indenne lo scorrere dei secoli almeno nella nostra penisola. La donna a cui il nero della veste connota una robusta sopportazione del dolore, una fede scarna ma totalizzante. Una donna capace di amore biblico in notti ubriache di stelle e di amare le leggi cicliche della vita. Una donna che canta il dono della maternità e la raccolta rassicurante del grano.
Menzione d'onore assegnata a Bruno Lazzerotti di Milano con la poesia: La strada
di nebbia “La strada di nebbia” è un inno all’indistinto, al fragile ma fecondo confine fra mondi opposti, in cui tutto sembra magicamente compenetrarsi in quella opacità che è l’essenza della poesia.
E qui la poesia ci regala immagini davvero suggestive in un crescendo trattenuto; ci lasciamo cullare, ripensando al nostro destino di viandanti provvisori su “l’orlo disunito dell’orizzonte”.
Menzione d'onore assegnata a Maria Grazia Lupetti di Parma con la poesia: Vento
marino Un concentrato di simbolismo francese. Le “Corrispondenze” di Baudelaire nella compartecipazione di sensazioni di elementi della natura, il “Cimitero marino” di Valery per le suggestive evocazioni del mare, il “Battello ebbro” di Rimbaud per il viaggio visionario. Solo che in “Vento marino” il viaggio non è una catabasi in spettri infernali, ma una portentosa anabasi verso una magica vallata, che è poi quella del poeta, dopo ascese fra dirupi montani e boschi verdeggianti. E sull’onda ( e qui ci vuole proprio) del simbolismo sprazzi di ossimori (“mare d’aria”) e di sinestesie (“respiro le onde”).
Menzione d'onore assegnata a Tristano Tamaro di Trieste con la poesia: Il pentagramma
vuoto John Cage oltre mezzo secolo fa aveva ritagliato nelle sue sperimentazioni foniche la musicalità del silenzio. Tema affascinante che affidato al linguaggio della poesia può produrre immagini di incredibile suggestione. “Il pentagramma vuoto” ne è una felice testimonianza. Vento, acqua , giostre abbandonate, azzurrità estremamente rarefatte si dispiegano nel pentagramma del silenzio. Aprile, il più crudele dei mesi di eliotiana memoria, ne è la chiave di violino.
Menzione d'onore assegnata a Paola Zanoia di Verbania Intra con la poesia: Lasciatemi andare ora La drammatica parabola conclusiva dell’esistenza di Giorgio Welby ha fatto scorrere fiumi di inchiostro sul delicatissimo problema dell’eutanasia.
La poesia “Lasciatemi andare, ora” può offrire a un tema così scottante la dignitosa leggerezza del suo linguaggio. Il poeta entra nell’io dell’uomo Welby di fronte alle porte dell’al di là. Diventano leggere anche le piaghe del dolore, dignitoso l’anelito estremo di libertà.
Con il patrocinio di
I PITTORI Che doneranno una loro opera ai vincitori