Dipingere nel parco
Nel profilo del borgo di Pralormo si alternano la presenza del castello medievale avvolto in un ampio parco che a primavera si fa, giorno dopo giorno, più lieto per la presenza dei tulipani, l’antica torre di segnalazione ed il campanile già della Confraternita.
E’ a Pralormo che sono ritornati i pittori dei Corsi
CEDAS FIAT al fine di fermare sulla tela, oppure sul fragile foglio, impressioni, brani di architetture, fiori sui quali si è provvisoriamente posata una rossa coccinella.
Nell’unica opera ad olio presentata s’impone la massa del castello, che il pittore rende maggiormente fulva nei contrasti con i verdi, mentre più lievi risultano il torrione della cappella, una piccola veduta che sfuma oltre la quinta fiorita nelle opere d acquerello.
C’è un viale fiorito ornato da sempre da busti marmorei, uno dei quali, in occasione della manifestazione “Parco goloso” ha indossato il cappello del cuoco; in altro spazio s’ambienta l’installazione di Matilde Domestico composta di tazze e piatti in bilico sui rami oppure casualmente adagiati sull’erba.
Uno dei dipinti presenta anche un esempio di collage garbatamente ambientato tra i fiori e l’atmosfera del parco; un invito a visitare, ancora una volta, un giardino che sa mutarsi in luogo incantato.
Dopo la mostra sociale d’inverno, l’appuntamento più atteso per i pittori CEDAS seguiti dai maestri
Ciarlo, Lobalzo e Ognianoff sarà legato alla mostra Estemporanea; una cittadina sabauda attende che gli artisti ne scoprano le bellezze.
Giangiorgio Massara
Immagini e colori del castello di Pralormo
La sequenza delle immagini fotografiche esprime il senso di una visione del Castello di Pralormo ricca di colori, di impressioni, di luoghi trasformati dalla luce atmosferica.
E nella luce si scopre il fascino di un interno quasi astratto, come un quadro di Saliola sulla parete, mentre l’installazione di
Matilde Domestico campeggia negli spazi all’aperto dove trova riscontri con il verde del prato o dei fiori. Le sue tazzine rappresentano uno dei recenti aspetti dell’arte contemporanea, che s’inseriscono in un contesto dove realtà e fantasia si identificano con i personaggi che escono dal forno a microonde, con i gruppi di famiglia, con le caffettiere che sembrano metafisiche nature morte.
Vi è in queste tavole la suggestione di un percorso attraverso il tempo, la misura di una interpretazione che lega il busto alle galline, i ritratti ai fischietti, le bottiglie di vino sulle botti alle uova colorate. In ogni caso, la fotografia rivela scorci segreti ed appartati, il laghetto con le tazzine e una lezione per la piegatura dei tovaglioli, la pregevole inquadratura di un gruppo di persone sulla scala e gli occhi sul Samovar.
Realizzata nel ricordo del fotografo
Aldo Manias, recentemente scomparso, la mostra racconta di un viaggio all’interno del parco del Castello con la felice resa di un mondo ripreso con la lieve poesia dei ricordi, della storia, dei sogni.
Un glicine, i regali tulipani, i grandi e frondosi alberi, trasmettono l’incanto di albe rosseggianti, di ventose primavere, di estati assolate che annunciano la nuova stagione in una sorta di diario per immagini, di volti, di oggetti che appartengono alle vicende del Castello.
Angelo Mistrangelo