|
Venerdì 30 settembre i soci dell'associazione (ma non soltanto), hanno omaggiato la tri-personale inaugurata in sede alle 18, dei nostri cari soci Egidio Albanese, Alfredo De leonardis e l'amico Francesco Luchino.
L'atmosfera era gioviale, cordiale , in massima amicizia.
Io ho provato a riflettere e dir qualche cosa, ciò che mi veniva in mente nell'inaugurare la mostra anche se l'armonia stessa delle opere dei tre Maestri, ben poco lasciavano alla parola verbale.
Bastava guardarle quelle opere per rendersi conto del livello in gioco.
Colore, fatture del segno, messaggio del contenuto.
A prescindere dalle peculiarità dei tre amici artisti, sui quali ritorno a breve, su ognuno, le caratteristiche eclatanti e direi originali che hanno colpito la mia attenzione su questa mostra, è stata un'opera di Albanese di ben sei pannelli collegati che giganteggiava su mezza parete della galleria nella direttrice del corridoio d'ingresso a sinistra.
Oltre lo stile per noi più che noto di Egidio, una testa enorme di stile neoclassico antico carpiva l'attenzione ed irretiva lo sguardo.
Poi c'erano le allegre ceramiche (quasi maioliche direi, perchè il termine mi piace), di Alfredo De Leonardis, piccole bomboniere di ceramica ricoperte di quei colori che solo Alfredo sa esprimere e, che messi in comparazione con i suoi quadri, acquisiscono un'energia nuova, una illuminazione inusitata, pur mantenendo i canoni delle opere su tela ma si sa che cambiando la materia di base ,si cambia tutto e dire che i colori sulla ceramica sono identici a quelli sulle opere in tela è forse un'opinione un pò azzardata, perchè le emozioni che offrono secondo me sono diverse.
Guardando poi le opere di Luchino, sebbene dalle sue stesse parole in inaugurazione hanno dimostrato che osservazione e interpretazione sono nel concetto base della sua ricerca, ho avuto l'imprinting immediato di un'interpretazione fumettistica da segno a contenuto, sebbene di fumetto vero secondo me c'è poco.
Passando ad una rilfessione più generale dei tre bravi artisti, all'inugurazione ho interpretato le mie emozioni sul loro lavoro ed il loro tratto artistico e umano.
Di Albanese ho scritto: "La proditorierà levantina di un'attenzione forte alla propria storia, attraverso segni, colori e forme che mediano nella ricerca profonda tra nuovo e antico, passato e presente, in un surreale interpretativo che tende al futuro".
Su De leonardis mi è apparsa l'etica del suo messaggio: "Modestia e duro lavoro, profondità nella ricerca attraverso esperienze artistiche decennali senza retorica; solo segno e colore".
A Luchino non ho potuto non riconoscere: "la ricerca profonda, tra duro studio e conoscenza profonda, attraverso il segno, la forma geometrica e la loro interpretazione".
|